 Mago Leggendario
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| James non stava più nella pelle. Quando la sera prima, aveva letto l'avviso in bacheca per registrarsi alla prima Lezione di Volo non aveva perso tempo; era stato il primo Grifondoro a segnarsi e poi era corso a dormire saltellando fino al Dormitorio. Non voleva arrivare in ritardo per nessuna ragione al mondo. Era troppo tempo che non faceva sport, e anche se ogni tanto nei rari tempi liberi dai compiti, correva o giocava a calcio nei prati del Castello, gli mancava molto quell'adrenalina che saettava in lui mentre faceva una partita. Al solo pensiero delle sensazioni che avrebbe provato in sella alla sua Nimbus 2000 fremeva d'eccitazione. Nonostante questo, si era addormentato in un baleno e i suoi sogni furono costellati di ragazzi in equilibrio in piedi al manico di scopa che giravano intorno a un campo di calcio, tentando di fare gol al volo. Quando la sveglia suonò, poco dopo l'alba, James la spense all'istante, con lo stomaco vuoto dall'agitazione ma pieno di energie. Ora che la lezione si avvicinava, venivano fuori anche le sue paure; dopotutto la maggior parte dei compagni del primo anno vivevano fra maghi e per loro sarebbe stata una passeggiata volare, dato che a sentire i loro racconti non facevano altro da anni. Non voleva essere il meno brillante ma di certo non sperava di competere con quei ragazzi, non era uno scontro alla pari. Ma lui non si tirava mai indietro. Amava troppo le sfide; e poi non vedeva l'ora di librarsi con la sua scopa nuova fiammante. Prima di andare a letto l'aveva lucidata con cura, seduto davanti al camino di una poltrona in Sala Comune. Appena sveglio si vestì e si lavò. Poi prese la divisa da Quidditch per sicurezza e la infilò accuratamente nella borsa, anche se ancora non sapeva se l'avrebbe portata al campo di Volo. Era sceso a colazione molto presto, ma nonostante questo diversi alunni, specialmente più grandi, e quasi tutti i professori, erano già impegnati a fare colazione. Si servì di bacon e uova fritte, pane tostato e marmellata e bevve due bicchieri di succo d'arancia. Doveva essere pieno di energie, per le emozioni che avrebbe provato di li a un'ora. Dopo aver letto, come sempre con interesse, la Gazzetta del Profeta, gettò una rapida occhiata al tavolo degli insegnanti. Non aveva idea di chi fosse l'insegnante di Volo. Mancavano circa tre quarti d'ora all'inizio della lezione, ma visto che l'influenza dei giorni passati l'aveva fatto arrivare a due lezioni leggermente in ritardo, decise di incamminarsi verso il campo di Volo. Percorse i verdissimi prati ricchi di brina al di la del Ponte Sospeso, stringendo la sua Nimbus e coprendosi con il Mantello; il freddo era abbastanza pungente in quelle ore. Infine arrivò al Campo e si guardò intorno. C'erano due studentesse di Corvonero e una ragazza Serpeverde che dovevano essere arrivate qualche minuto prima di lui, e James intravide la professoressa di Volo, una giovane donna abbastanza alta e magra, con la carnagione scura, come gli occhi e i capelli. Il giovane Grifondoro si fece avanti e disse. <<buongiorno professoressa... sono James Horton, di Grifondoro>> |